Caro imprenditore,
se la parola “marketing” ti fa venire l'orticaria, siamo già d'accordo su qualcosa. Probabilmente hai già dato i tuoi soldi a un'agenzia di comunicazione: ti hanno riempito di slide colorate, ti hanno parlato di “brand awareness” e “visibilità”, e alla fine del mese avevi due like in più e lo stesso identico conto in banca.
Il loro mestiere non è portarti clienti. È farti sentire in buone mani mentre firmi il preventivo. Si danno premi tra di loro, si fanno i complimenti sui social, ti mostrano il grafichino dell'engagement — e intanto tu, di clienti nuovi, non ne vedi mezzo.
Bel logo. Bel sito. Profilo Instagram curato. Zero clienti.
A te di essere coccolato da un'agenzia non frega niente, ed è giusto così. Ti servono due cose sole: più clienti che entrano, e più soldi da quelli che hai già. Tutto il resto è teoria che finisci per pagare tu.
“Ci vuole tempo per costruire il brand”, ti dicono. Certo. Il tempo è tuo, i soldi pure. E un mese senza clienti nuovi non è “zero”: è lo stipendio di chi doveva portarteli, più tutte le vendite che ti sei lasciato scappare.
Mi chiamo Lorenzo.
Non sono un'agenzia. Non ho l'open space con le piante finte, il calcio balilla e sei account che si passano le tue mail. Ci sono io, e la tua attività.
Cosa faccio. Studio come lavori, capisco chi sono i clienti che ti fanno davvero guadagnare, e costruisco il modo per farne entrare altri come loro.
Poche attività, per scelta. Ne seguo poche alla volta, e a ognuna do l'attenzione che darei a un socio in affari.
Attività vere, non slide.
Consulenza fiscale, agenzie immobiliari, piccole attività che volevano crescere senza bruciare soldi in pubblicità che non rende. Realtà diverse, stesso obiettivo: più clienti, e clienti migliori.
Alcune attività con cui ho lavorato
03 — Come lavoroPrima la strategia. Sempre.
Ogni attività è diversa, quindi non esiste una ricetta uguale per tutti. La prima cosa che costruisco è la strategia: chi deve comprare da te, e come portartelo dentro.
Da lì si decide cosa serve davvero, online e offline. Di solito usiamo il metodo VAM: veniamo a registrare i video che ti portano clienti, dal profilo Instagram e non solo. Per certe attività funziona meglio il cartaceo — una lettera scritta come si deve, un volantino che il cliente si tiene in mano invece di buttarlo. Spesso le due cose lavorano insieme.
Online o offline, poco importa: conta solo quanti clienti entrano.
Una regola sopra tutte: ogni cosa che facciamo deve chiedere al cliente di muoversi — scriverti, chiamarti, presentarsi da te — e ogni cosa si misura. Se non possiamo contare i clienti che ha portato, per me non vale niente.
04 — Cosa cambia per teCosa ti porti a casa.
Non ti chiedo di diventare un influencer. Ti chiedo mezza giornata: al resto penso io.
05 — Per chi è questa letteraNon è per tutti.
Andiamo d'accordo se hai un'attività che già funziona e vuoi farla crescere sul serio, e se vuoi parlare con chi lavora per te e non con un account che ti gira le mail a un altro account.
Se invece ti piace pagare un'agenzia per sentirti dire quanto è “bello” il tuo profilo Instagram, o cerchi il miracolo in una settimana senza muovere niente, lascia perdere: quello lo trovi ovunque, e pure a meno. Ci facciamo solo perdere tempo a vicenda.
Se ci siamo capiti, il passo dopo è una chiacchierata. Nessun impegno.